lunedì 8 dicembre 2014

L'EDICOLA DEL MARTEDI'


(La nuova Venezia). La Clodiense non si ferma più. I granata vincono in rimonta contro uno scorbutico e, a tratti, anche rude Dro, scavalcano in un colpo solo Tamai e Montebelluna e salgono al sesto posto a una sola lunghezza dall’Union Ripa. Vittoria meritata, ottenuta contro tutte le avversità e soprattutto perché arrivata giocando a calcio sempre, senza mai perdere la bussola nei momenti più complicati e senza mai cadere nelle trappole predisposte dai giocatori trentini, apparsa francamente davvero poca cosa dal punto di vista tecnico. Tre punti purtroppo ancora una volta ottenuti davanti a pochi intimi, in un “Ballarin” che cade letteralmente a pezzi e che ha bisogno quanto prima di un pizzico di manutenzione per rendersi presentabile al cospetto di avversari più importanti.Contro il Dro mister Pagan non allenta la tensione e allora, a sorpresa, tiene fuori Mazzetto, per dare spazio a Davide Boscolo Gioachina, che ha comunque una voglia matta di giocare e quindi di mettersi in mostra. In attacco c’è Isotti, promosso titolare dopo la doppietta di Legnago. Il Dro alza una bella muraglia presentandosi con un 5-3-2 che non ammette repliche e dopo appena 3’ incanala subito la partita nel migliore dei modi: colpo di testa Cremonini che tocca la traversa e palla che sbatte, quasi involontariamente, sullo stinco di di Cicuttini e finisce in rete. La Clodiense però non si scompone e già all’8’ con Santi sfiora la rete dopo un errore della retroguardia ospite. I granata però si concedono qualche dormita di troppo in difesa e al 13’ è Moretto a sbagliare dando via libera a Bortolotti che di testa mette di poco sul fondo. Sale la tensione in casa lagunare ma dopo la mezzora la Clodiense si desta dal torpore. Al 38’, su angolo di Boscolo Gioachina, Santi salta più in alto di tutto ma il suo colpo di testa finisce sul palo. È il preludio al gol che arriva un minuto dopo: ciabattata da fuori area di Casagrande, respinta maldestra di Bordignon e Santi mette dentro.Dopo l’intervallo la Clodiense prova subito a spingere ma all’8’ la frittata è servita: errore di Casagrande che mette in movimento Cicuttini che viene messo giù da Okroglic e per l’arbitro è rigore e rosso per il portiere. Sul dischetto ci va Ciurletti che si fa ipnotizzare dal nuovo entrato Luca Tiozzo che para il calcio da rigore. Rimane in dieci anche il Dro (espulso Ischia) e allora la Clodiense ci prova e riesce a segnare al 38’: tiro di Mastroianni dalla distanza che francobolla la traversa, arriva come un falco Santi che segna la sua doppietta personale e mette il sigillo alla meritata vittoria granata.
(La nuova Venezia) Partita nervosa, scorbutica, intricata, non di facile lettura ma comunque vinta dalla Clodiense che, tuttavia, paga ancora un conto piuttosto salato sul fronte espulsioni. «Sono due espulsioni differenti», ammette Andrea Pagan, «e forse la seconda si poteva evitare, ma se Mastroianni ha reagito vuol dire che è stato provocato».Quel che più conta però sono i tre punti. «Il Dro ha giocato molto coperto e in occasione del gol e del rigore siamo stati un po’ disattenti. Però non ci siamo disuniti dimostrando un grande carattere. Non siamo un gruppo di fenomeni ma una squadra composta da giocatori che lavorano e che si fanno trovare sempre pronti. L’anno scorso abbiamo girato a 22 punti, quest’anno con tre gare ancora da giocare siamo a 24. Facciamo più punti possibili, poi vedremo».Luca Tiozzo l’eroe di giornata. «È andata bene anche perché Ciurletti non ha calciato benissimo e per parare i rigori ci vuole anche fortuna. Siamo stati bravi a non perdere la testa». Una doppietta per Santi. «Ci voleva. Non era facile ribaltare il risultato a dimostrazione che siamo un gran gruppo».
(Gazzettino, edizione di Venezia) Andrea Pagan inizia la sua disamina ricordando che si verificano sempre difficoltà quando le avversarie sono particolarmente coperte: “Loro hanno preparato bene la partita affidandosi all’esperienza difensiva di alcuni atleti, anche noi ci abbiamo messo del nostro partendo in salita con un gol incassato all’inizio. Abbiamo avuto difficoltà perchè tanti giocatori hanno bisogno di rifiatare: ecco perchè cerco di utilizzarne il più possibile, pur non avendo fenomeni ed intoccabili stiamo facendo bene: e allora se posso cambio”. Nell’episodio del rigore parato sembra che tu lo abbia previsto: ” Ho detto a Luca che non serviva il salvapelle ma ci servivano i suoi guanti: lui è stato bravo perchè si allena molto durante la settimana, questa è la forza del gruppo, chi subentra si fa trovare sempre pronto”. Forse si deve evitare qualche espulsione di troppo?: “C’è stato nervosismo perchè noi dovevamo rincorrere il risultato e loro invece non ci facevano giocare perdendo molto tempo, ho chiesto ai miei tranquillità visto che le differenze tecniche erano notevoli. Ci fa piacere che molti tecnici riconoscano il valore dei nostri attaccanti, in classifica siamo a quota 24 e tra 3 giornate ci guarderemo intorno per capire dove possiamo arrivare”. Ed ora trasferta difficile a Sacile: “Noi siamo un gruppo che crede nel valore di ciò che realizza, andremo lì per giocarcela contro una squadra particolarmente offensiva,ora ci gustiamo però questa vittoria”.

domenica 7 dicembre 2014

ADRIESE RULLO COMPRESSORE
Otto gol alla Sambonifacese


Alterna momenti fantastici a clamorose distrazioni l'Adriese nella partita largamente vinta (si parla di record assoluto di gol fatti in una sola partita al Bettinazzi) contro la Sambonifacese, tanto ridimensionata da problemi societari da scendere in campo praticamente con una juniores. Il più vecchio dei veronesi in formazione è un classe '93, nei granata fa l'esordio il nuovo acquisto ('95 dal Thermal Abano TeoloLuca Marangon 
I ragazzini rossoblu ci mettono entusiasmo e baldanza e al primo minuto colgono di sprovvista la retroguardia granata, Ballarin soffre la velocità di Castagnaro, una strattonata e finiscono a terra entrambi, per l'arbitro è calcio di rigore che Padoan trasforma spiazzando Milan. È solo una pia illusione per la giovane Sambonifacese, l'Adriese si mette immediatamente a dettar legge e alla ripresa del gioco Cavallari ricama per Giacomo Marangon, doppia finta e destro respinto da Fusaro sul fondo. Il pareggio arriva al 5' su cross di Zanellato e spaccata di Cavallari in area ad anticipare Marangon, difesa e portiere, scorrono tre minuti e “il faro” accende la luce per Castellan, sterzata secca in area e destro poderoso smanacciato da Fusaro, sulla testa di Nicolò Bellemo che agevolmente trova il 2 – 1. L'Adriese non si accontenta, Giacomo Marangon vuole il gol e lo ottiene al 12' con un taglio micidiale sul filo del fuorigioco su apertura illuminante di Cavallari, il diagonale va a fil di palo ed è 3 – 1.Qualche minuto di calma apparente e poi si innesca un autentico tsunami per i veronesi: al 25' dalla bandierina GM10 confeziona l'assist per Nicolò Bellemo (4-1), al 31' il regalo a Zanellato lo fa Fusaro pasticciando su un retropassaggio (5-1) e per chiudere la tremenda ondata “Puccia” al 33' serve a Bellemo la palla che di sinitro viene indirizzata dove il portiere può solo guardare la rete gonfiarsi per la sesta volta. A ridosso della pausa incomprensione tra Migliorini e Cavallari, Crestani raccoglie e da oltre venti metri scarica una bordata all'incrocio dei pali imparabile per Milan.
La Sambonifacese non è ancora doma e crea il primo brivido dopo l'intervallo al 9', con una punizione molto insidiosa di Scalzotto. Giusto per far capire chi comanda, ennesimo pallone calibrato di Cavallari all'11, Zanellato supera tutti sulla fascia e sgancia per l'accorrente Migliorini, palla alle stelle. Su schema da calcio di punizione al 13' Zanellato appoggia al limite per Cavallari, destro rasoterra all'angolino, doppietta e quindi 7 - 2. La Sambo ci mette molto orgoglio, cross di Crestani al 20' che attraversa tutta l'area piccola, sul secondo palo arriva Padoan che manda oltre la traversa. Marangon al 25' fa il giocoliere sulla linea di fondo, Marco Ferro esita e si fa anticipare a porta spalancata. Cinque minuti più tardi altra delizia di Cavallari per Marangon in area, è solo calcio d'angolo e dagli sviluppi sombrero di Ballarin e tiro al volo sulla traversa. Al 42' slalom speciale di Marangon al limite dell'area, ci potrebbe stare il fallo da rigore comunque Bellemo infila il portiere e sale sulla quadriglia. Nell'azione seguente Hermas prova il cucchiaio da 30 metri, fuori di poco, per chiudere in bellezza grande scatto di Jacky da metà campo, Bellemo si defila e cerca Ferro che davanti alla porta si vede la rete praticamente fatta sventata dal portiere.
FONTE ROVIGO OGGI

DELTA PASSO INDIETRO
Un Delta poco brillante ed incisivo perde l'occasione di rimanere in scia alla capolista   



La squadra di Rossi non è stata brillante come in altre occasioni, forse anche frenata dal terreno pesante, ma a piacere di meno, più che il gioco, è stato l’atteggiamento troppo “soffice” con il quale i polesani hanno affrontato il match. Quando si hanno cinque limpide occasioni nei primi 45’ minuti l’incontro bisogna chiuderlo prima. Accolto con entusiasmo dai tifosi l’arrivo di Pablo Gabrini salutato con affetto dagli Ultras


Comunque si valuti la prestazione del Delta Porto Tolle Rovigo, quello con il Thermal Abano è stato un pareggio che assomiglia molto a una sconfitta. La possibilità di proseguire la striscia di vittorie sembrava servita su un vassoio d’argento, soprattutto dopo essere andata in vantaggio, ma la formazione polesana ha avuto il torto di sprecare troppe occasioni per il raddoppio e alla fine, come spesso succede, è arrivato il pareggio della squadra padovana. Una battuta d’arresto che non ci voleva per il Delta Porto Tolle Rovigo, soprattutto alla luce dei risultati delle avversarie dirette in testa alla classifica, e che rischia di far male al morale del gruppo alla vigilia della difficile trasferta in casa della capolista Rimini, in calendario domenica prossima. La squadra di Rossi non è stata brillante come in altre occasioni, forse anche frenata dal terreno pesante, ma a piacere di meno, più che il gioco, è stato l’atteggiamento troppo “soffice” con il quale i polesani hanno affrontato il match. E’ mancata quella cattiveria agonistica che a volte serve per portare a casa il risultato quando il gioco non è quello delle giornate migliori. Invece il Delta Porto Tolle Rovigo si è un po’ adagiato sul ritmo imposto dal Thermal Abano, quasi confidando che, prima o poi, i gol sarebbero arrivati. In effetti le occasioni per segnare non sono mancate (Laurenti ha concretizzato quella più spettacolare), ma gli attaccanti polesani sono apparsi con le polveri piuttosto bagnate sbagliando più del dovuto sotto porta. Chi sbaglia paga, si dice, e a un quarto d’ora dal termine il Thermal Abano ha presentato il conto prendendosi un pareggio che ha meritato soprattutto per come si è mossa in mezzo al campo dove i polesani hanno sofferto. 


DELTA PORTO TOLLE ROVIGO – THERMAL ABANO 1 – 1

MARCATORI: p.t. 32’ Laurenti; s.t. 28’ Cacurio.
DELTA PORTO TOLLE ROVIGO (4-3-1-2): Vimercati; Dall’Ara, Bonaventura (45’ s.t. Gherardi), Procida, Tedesco; Cinti, Capellupo, Pradolin (33’ s.t. Baldrocco); Cozzolino, Laurenti (23’ s.t. Pandiani). All. Rossi.

THERMAL ABANO (3-5-2): Merlano; Banzato, Sadocco, Montin; Macolino (1’ s.t. Scarmato), Franciosi, Vitagliano, Raffa, Massaro (47’ s.t. Allegro); Cacurio, Pitasi (36’ s.t. Celi). All. Vezzù.

ARBITRO: Catucci di Foggia
NOTE: Spettatori 300 circa. Ammoniti: Vitagliano e Massaro. Angoli 10-1.

Campionato di serie D girone D
Risultati
sedicesima giornata di andata
domenica 7/12/2014 h. 14:30
Abano – Bellaria 2 – 3
Correggese – Romagna C. 4 – 1
Delta – Thermal 1 – 1
Este – V. Castelfranco 2 – 1
Fidenza – Mezzolara rinv.
Fiorenzuola – A. San Paolo Pd 2 – 2
Formigine – Ribelle 2 – 2
Imolese – Piacenza 4 – 1
Rimini – Montemurlo 4 – 0
Scandicci – Fortis Juventus 1 – 2

Classifica
Rimini 37, Correggese 35, Este 33, Delta Porto Tolle Rovigo 31, Fiorenzuola 26, Piacenza 25, Fortis Juv. 22, Imolese 21, Bellaria I.M. 21, Abano 21, Jolly e Montemurlo 18, Virtus Castelfranco 18, Mezzolara 17*, Formigine 17, Scandicci 15, Thermal Abano Teolo 15, Ribelle 15, Fidenza 14*, Atletico San Paolo 14, Romagna Centro 11
*una partita in meno

VITTORIA DI CARATTERE
CLODIENSE VINCE DI MISURA SUL DRO

 

Una Clodiense dai due volti vince contro un'ostico Dro, la gara con i gardesani si rivela molto più difficile di quanto previsto. Pagan schiera il solito schema ma cambia tra squalifiche e infortuni gli attori, Carlucci sostituisce lo squalificato B.Berto Davide, a centrocampo Davide Boscolo sostituisce Mazzetto, in attacco Isotti viene riconfermato titolare al fianco di Santi.
La Clodiense parte sottotono e dopo 3' capitola, azione veloce con cross al centro dell'area dove la difesa si trova impreparata colpo di testa sulla traversa, sulla ribattuta Cicuttini indisturbato insacca. Si pensa ad una reazione della Clodiense ma al contrario è il Dro che crea un'azione su un lungo rilancio che per poco non insacca il raddoppio con Bortolotti.
In sequenza due calci piazzati del Dro mettono in apprensione la difesa, ma al 39' su tiro dalla distanza di Casagrande, sulla ribattuta del portiere Santi è il più lesto a insaccare.
Il secondo tempo dimostra una Clodiense più concentrata con un forcing a chiudere il Dro nella propria metà campo,  al 7' un netto fallo da rigore  in area del Dro non viene fischiato, successivamente  su un rinvio sbagliato della difesa chioggiotta Cicuttini prende palla  si invola in area e viene atterrato da Okroglic, rigore ed espulsione del portiere.
Il neo entrato Luca Tiozzo ipnotizza il giocatore e para il rigore, è la partita cambia completamente con la Clodiense galvanizzata dalla parata ed inferiorità numerica ci mette il cuore e dimostra di voler vincere la partita, il Dro forse pago del pareggio cerca di incanalare la gara sul fallo continuo e sulla rissa.; a fare le spese pero' e Ischia del Dro al 17' seconda ammonizione ed espulsione.
Raggiunto di nuovo la parità numerica la Clodiense aumenta il forcing finale con due conclusioni ravvicinate prima di Carlucci e poi di Isotti che non riescono a concludere a rete. 
Il goal arriva al 38' dopo una bella azione con traversa di Mazzetto sulla ribattuta ancora Santi è lesto ad insaccare. Poco dopo Luca Tiozzo compie il secondo miracolo della giornata parando un tiro ravvicinato del solito Cicuttini, i minuti finali regalano l'ennesima espulsione di un giocatore della Clodiense che cade nel tranello della rissa.     


CLODIENSE (4-3-1-2): Okroglic; Pitteri, Tiozzo L., Carlucci, Moretto; Piaggio, Boscolo (26' st Mazzetto), Casagrande (8' st Tiozzo F.); Pelizzier; Santi, Isotti (22' st Mastroianni). All. Pagan

DRO (5-3-2): Bordignon; Calcari, Serrano, Ischia, Chesani (15' st Ajdarovski), Ciurletti; Ruaben (31' st Grossi), Bazzanella, Cremonini (18' st Dal Fiume); Bortolotti, Cicuttini. All. Manfioletti


ARBITRO: Nehrir di Cagliari (Ledda e Niedda di Ozieri)


RETI: 3' pt Cicuttini (D), 39' pt e 38' st Santi (C)

NOTE: spettatori 250. Espulsi all'8' st Okroglic (C) per fallo da ultimo uomo, al 17' st Ischia per doppia ammonizione, al 31' st Cremonini (D) dalla panchina, al 48' st Mastroianni (C). Ammoniti Boscolo, Tiozzo F. (C), Cremonini, Ruaben, Bortolotti (D). Recupero tempo pt 1' st 5'. Angoli 9-6

sabato 6 dicembre 2014

CLODIENSE - DRO
PRESENTAZIONE PROSSIMO AVVERSARIO

                   vs     



Il Dro naviga nella parte bassa della classifica al limite della zona play out , l'ultimo turno ha pareggiato in casa con la Triestina e arriva a Chioggia alla ricerca di punti preziosi in chiave salvezza,  non vincono da quasi un mese, l'ultima vittoria risale al 9 novembre con l'Arzignano.
I gardesani non avranno disponibile Luca Bertoldi per squalifica, Adami e Donati per infortunio.
Nella Clodiense mancherà capitan Davide B.Berto squalificato, al suo posto dovrebbe sostituirlo Carlucci, per il resto la formazione non dovrebbero esserci sorprese.     
La gara del "Ballarin" sarà diretta da una terna sarda composta dall'arbitro Marco Nehrir della sezione di Cagliari  e dai collaboratori Daniel Ledda e Andrea Niedda, entrambi della sezione di Ozieri (Sassari): calcio d'inizio domenica alle 14.30.
La probabile formazione della Clodiense: (4-3-1-2) Okroglic,Pitteri,Moretto,Tiozzo,Carlucci,Casagrande,Mazzetto,Piaggio,Santi,Pellizzer,
Mastroianni.











martedì 2 dicembre 2014


I PARADOSSI DEL CALCIO
Nel calcio esistono dei paradossi che fanno pensare e riflettere



Il paradosso del Real Vicenza. Primo in classifica, applaudito, etichettato come società modello del calcio italiano, magistralmente guidato in panchina da Michele Marcolini, diretto dietro la scrivania senza sbagliare un colpo da Lino Diquigiovanni, eppure senza tifosi. Non è un’esagerazione, perché scrutando con attenzione i dati disponibili relativi alla passata stagione, si scopre che nel girone A di Seconda Divisione la media spettatori che ha seguito i biancorossi è stata di appena 138 paganti. L’ulteriore paradosso è che nell’attuale stagione, nonostante il salto di categoria e i continui miglioramenti di una classifica da urlo, il dato è addirittura in calo rispetto a quanto accadeva lo scorso anno. Al momento gli abbonati si contano sulle dita di due mani, mentre sugli spalti le presenze si attestano attorno alle cento unità. Nonostante le promozioni diffuse da un sito internet molto lontano dagli standard di altre realtà professionistiche e gli appelli, il Real Vicenza non è riuscito in alcun modo a erodere spettatori e appassionati al Vicenza e non c’è da stupirsi che sia così, considerato l’attaccamento della piazza allo storico Lanerossi e che i tifosi non si comprano al mercato. L’operazione messa in piedi nel 2010 da Diquigiovanni è stata audace quanto azzeccata, ma non si sa dove potrà portare. Dopo aver inutilmente tentato di acquistare il Vicenza Calcio, di cui è tifosissimo, l’imprenditore attivo nel ramo dei serramenti ha puntato sulla fusione di tre piccolissime realtà parrocchiali, il Leodari del quartiere Villaggio del Sole, il Cavazzale della frazione di Monticello Conte Otto e il Real Vicenza – Laghetto del quartiere Laghetto. Insieme hanno creato il Real Vicenza, capace in quattro anni di passare dal campionato di Eccellenza al sogno, nemmeno tanto campato per aria, della serie B. La domanda adesso sorge spontanea. Se il Real Vicenza dovesse riuscire nell’impresa di scalare un’altra categoria, a quel punto cosa accadrebbe? Si continuerebbe a viaggiare su diverse frequenze rispetto al Vicenza, o si dovrebbe forse pensare a come unire le forze? Nella vicina Verona la favola Chievo ha portato un quartiere a competere nel calcio dei giganti in serie A in antitesi all’Hellas, a Vicenza la storia potrebbe ripetersi. Dietro le quinte si chiacchiera, per ora senza un approdo concreto. Ma prima o dopo, bisognerà per forza di cose farsi qualche domanda. E capire come affrontare la questione.

Il paradosso della Clodiense. Società nata nel 2011 dalle ceneri del Chioggia-Sottomarina non iscritto al campionato di serie D di cui assorbe il settore giovanile e dalla trasformazione del Sottomarina Lido in Clodiense, ben diretta da Boscolo Mauro Gallo in qualità di d.g. e dal presidente Boscolo Ivano Bielo è riuscita il primo anno a centrare la promozione in serie D, il secondo ha sfiorato i play off rimanendo fino a poche giornate dalla conclusione del campionato in corsa per la promozione in lega pro. Gli anni successivi vista la crisi  e l'abbandono degli sponsor si è provveduto ad  un ridimensionamento a livello di budget, la società è riuscita a pescare comunque giovani di prospettiva validi che hanno permesso lo scorso campionato di approdare a una salvezza tranquilla e quest'anno con una buona partenza ad un'ottimo girone di andata.
Anche qui il paradosso è la tifoseria, come per il Real Vicenza anche a Chioggia il tifo manca.
Una piazza  famosa in tutto il Veneto per avere un tifo numeroso e molto caloroso con numeri da categorie superiori sparito, quasi assente. Qui al contrario di Vicenza i tifosi c'erano ma la società per scelta ha deciso un netto taglio con il passato non proseguendo la strada storica dell'UNION ClodiaSottomarina, considerando che un nome diverso non avrebbe intaccato l'affetto della tifoseria verso il calcio. La prima defezione avvenne con gli Ultras  che non accettarono il cambio di denominazione, i vari incontri non riuscirono a ricucire lo strappo portando allo scioglimento degli stessi. Si sottovalutò l'attaccamento dei tifosi ad una squadra come l'UNION CS  che aveva fatto la storia del calcio cittadino.Questa situazione negli anni si è rivelata un boomerang, Le presenze allo stadio  gia' il primo anno erano molto basse attestandosi attorno alle 200/300 persone contro le 600/700 degli anni precedenti, in ulteriore calo risultano negli ultimi anni.
La città ha abbandonato progressivamente il calcio, ha perso l'entusiamo del passato, la società è diventata sorda nei confronti dei tifosi che rivogliono il vecchio nome. Successivamente la società lascia che i giocatori scrivano una lettera aperta ai tifosi perche' ritornino allo stadio, stufi di giocare con spalti semivuoti. 

Il confronto tra due realtà così diverse ma con lo stesso problema, due modi di interpretare lo sport che portano allo stesso risultato con o senza soldi si possono creare ottimi progetti, ma senza i tifosi non si va da nessuna parte,uno stadio senza tifo non è calcio. 

O.C.

lunedì 1 dicembre 2014

L'EDICOLA DEL MARTEDI'


(Gazzettino, edizione di Venezia) C’e’ voluto un pomeriggio uggioso di fine novembre per far conoscere alla Clodiense e ai suoi tifosi chi e’ realmente Guglielmo Isotti. Classe ’92, l’ex attaccante di Pescara, Foggia e Sambenedettese con una bella doppietta ha steso il Legnago e regalato tre punti importanti alla compagine lagunare. Una prestazione cercata e fortemente voluta dal ragazzo abruzzese. “Sono molto soddisfatto di questi gol – racconta Isotti – perche’ innanzi tutto ci hanno fatto vincere la partita e poi perche’, a livello personale, sono molto importanti. Non sto giocando molto, questa e’ la mia seconda gara da titolare, dovevo sfruttare al meglio l’opportunita’ che il mister mi ha concesso. Averlo fatto con una doppietta e’ molto bello. Spero di aver messo in difficolta’ il mister, cosi da meritarmi altre opportunita’. Dedica? No, nessuna dedica speciale. Questa doppietta mi piace condividerla con la squadra, il gruppo. Alla Clodiense ho trovato davvero ragazzi in gamba, mi piace pensare che questo sia il successo di tutti”.

(Gazzettino, edizione di Venezia) Andrea Pagan ha gli immancabili occhiali bagnati dalla pioggia. Ma e’ visibilmente soddisfatto. E’ una vittoria di grande spessore che giunge dopo un pareggio altrettanto importante ottenuto a Padova. “Ci tenevo molto a questa gara – ammette Pagan – perche’ la temevo molto. A Padova abbiamo fatto una grande partita, temevo che la squadra potesse affrontare il Legnago scarica da un punto di vista della concentrazione. E’ invece la risposta che mi hanno dato i ragazzi e’ stata esemplare. Sono davvero contento anche perchè è una vittoria condita da una perfetta condotta di gioco nella prima frazione e da tanta sofferenza e abnegazione nella seconda. Nel primo tempo abbiamo giocato davvero un ottimo calcio, nella ripresa abbiamo forse sbagliato l’atteggiamento con cui siamo usciti dagli spogliatoi. La rete del Legnago e la successiva espulsione di Boscolo ha complicato le cose. Ma siamo stati bravi a non mollare, a crederci in questa vittoria”. Un successo che non regala voli pindarici all’ambiente granata. “No, questi due ottimi risultati a Padova e Legnago non devono farci cambiare obiettivo. restiamo umili ma determinati. Intanto dobbiamo salvarci il prima possibile, poi si vedrà. Lo scorso anno abbiamo girato alla fine del girone d’andata a 22 punti, ore ne abbiamo 21 con quattri gare da giocare e due di veramente difficili. Guardiamo alle prossime partite e non facciamoci illusioni”.

 (L’Arena) La Clodiense dopo l’impresa all’Euganeo di Padova, dove ha obbligato i biancoscudati al pareggio, fa il colpaccio in riva al Bussè, pur giocando in dieci per quasi tutta la ripresa contro un Legnago, quasi sempre all’attacco, ma che gioca «alla Zeman» nella fase difensiva. La squadra chioggiotta applica una tattica difensiva, subisce ben 11 corner e con la buona sorte e un paio di ottime parate del portiere conquista i 3 punti. Il Legnago perde per due svarioni difensivi e Leonardo Rossi contestato da qualche tifoso dichiara: «Fa parte del nostro mestiere essere contestati. Ho dato un’identità alla squadra ma l’ambiente legnaghese è difficile. Importante che contestino l’allenatore e non la squadra. Il Legnago ha perso per un paio di errori individuali, ma il risultato è bugiardo». Rossi lascia in panchina il camerunense Fonjock e affida il centrocampo a Longato e Ruffini. Al 3′ al tiro il regista locale Ruffini. Al 4′ fallo su Farinazzo: batte la punizione Valente, altissima. Al 14′ fallo di Friggi su Santi: batte la punizione Casagrande, Pelizzer devia e Isotti sul filo del fuorigioco incorna in rete. Il Legnago reagisce e al 15′ Valente conclude a rete. Al 19′ azione Valente – Ruffini con tiro altissimo. Al 23′ Fioretti calcia alto da sottomisura. Il Legnago pressa. Al 30′ una punizione di Valente è deviata di tacco da Tobanelli. Al 34′ gran tiro di Viviani deviato forse con il braccio da un difensore ospite in angolo. Al 35′ contropiede ospite con Isotti che sfugge a Falchetto, ma l’arbitro rileva un fallo. Al 37′ micidiale ripartenza ospite e raddoppio: Pelizzer serve Isotti che batte Miletic. Al 42′ corner di Ruffini, Friggi incorna fuori. Al 45′ il Legnago sfiora il gol: cross di Viviani, Farinazzo conclude a rete, il portiere respinge di piede. Nella ripresa Legnago con Rivi al posto di Falchetto. Subito Valente tira e ottiene un corner. Al 6′ i biancazzurri accorciano le distanze:cross di Friggi e inzuccata gol di Valente.All’8′ un fallo di Davide Berto Boscolo su Rivi obbliga l’arbitro alla seconda ammonizione e all’espulsione. Insiste il Legnago,ma la girata di Valente è fuori bersaglio. Al 24′ bomba di Ruffini, il portiere ospite respinge. Poco dopo è Valente a tirare, al 26′ Rivi incorna fuori bersaglio. Al 30′ altra occasione per il Legnago. Su angolo di Ruffini, Friggi inzucca fuori. Al 39′ Santi, pur pressato da Tobanelli, conclude a rete. Il Legnago al 43′ si fa vivo con Rivi che stoppa bene al limite, ma conclude alto. Al 90′ cerca il gol Zerbato, ma la palla è altissima. E quattro minuti di recupero non cambiano il risultato. L’allenatore ospite Pagan è soddisfatto: «I miei ragazzi hanno giocato bene contro un Legnago che ci ha messo in difficoltà più del Padova».

(La Nuova Venezia) La Clodiense si è specializzata in imprese: dopo il pareggio di martedì sera imposto all’Euganeo di Padova contro i Biancoscudati, fa colpaccio in riva al Bussè, pur giocando in dieci per quasi tutta la ripresa.
La compagine granata ha appprofittato di un Legnago disattento nella fase difensiva, ma quasi sempre all'attacco per cercare di pareggiare. L’avvio di gara è favorevole per il Legnago, che spinge con il piede sull’acceleratore e già al 3’, con il suo regista Ruffini, chiama il portiere Okroglic al primo intervento di giornata. Passa un minuto e la punizione di Valente è potente ma altissima sulla traversa.La Clodiense ha il merito di non sfaldarsi e di colpire al primo affondo. L’episodio che sblocca la gara nasce da un calcio piazzato, con la deviazione di Pelizzer sulla punizione di Casagrande ed Isotti che, sul filo del fuorigioco, incorna in rete fra lo stupore del portiere polacco del Legnago, Mario Miletic. Il Legnago reagisce di brutto e al 15’ Valente conclude a rete, ma la Clodiense si salva. In campo, però, c’è solo la formazione di casa, che in un quarto d’ora, dal 19’ al 34’, ha quattro opportunità per rimettere in carreggiata la gara.Prima con un’azione sull’asse Valente-Ruffini (quest’ultimo conclude altissimo), poi con Fioretti che calcia alto da buona posizione, ancora con Valente su punizione (Okroglic si salva dalla deviazione di tacco di Tobanelli) e, infine, con una gran conclusione di Viviani, sporcata in corner da un difensore ospite. Ma, come accaduto in apertura di match, il Legnago gioca e la Clodiense segna. Accade anche al 37’, con una micidiale ripartenza dei chioggiotti: Pelizzer serve Isotti che non un forte tiro batte Miletic.Neppure il raddoppio spegne le velleità del Legnago, dato che nel finale sono solo i ragazzi di Leonardo Rossi a fare la partita e a sfiorare il gol. Al 42’ con l’incornata di Friggi su corner di Ruffini, al 45’ esatto con il tap-in di Farinazzo, imbeccato da Viviani, che trova la grande risposta d’istinto di Okroglic.Forte del 2-0, la Clodiense vorrebbe amministrare il risultato nella ripresa, ma la pressione del Legnago (e l’incetta di corner: alla fine saranno undici) viene premiata dopo sei minuti dall’inizio del secondo tempo. Cross del difensore centrale Friggi e inzuccata gol di Valente, il più pericoloso dei suoi. I piani della squadra di Pagan sembrano saltare poco dopo, quando Davide Boscolo Berto rimedia il secondo giallo per un fallo su Rivi.Insiste così il Legnago che al quarto d’ora ci prova con una girata di Valente fuori bersaglio. La Clodiense si fa viva con una punizione di Casagrande altissima. La Clodiense si chiude e il finale è tutto di marca biancoceleste, con un forcing che, per fortuna degli ospiti, è improduttivo.Sbagliano infatti, in sequenza, Friggi sugli sviluppi di un angolo, Rivi e al 90’ Zerbato, che calcia altissimo da buona posizione, legittimando così l’exploit della Clodiense. Per la squadra di Pagan un successo importante.