sabato 6 dicembre 2014

CLODIENSE - DRO
PRESENTAZIONE PROSSIMO AVVERSARIO

                   vs     



Il Dro naviga nella parte bassa della classifica al limite della zona play out , l'ultimo turno ha pareggiato in casa con la Triestina e arriva a Chioggia alla ricerca di punti preziosi in chiave salvezza,  non vincono da quasi un mese, l'ultima vittoria risale al 9 novembre con l'Arzignano.
I gardesani non avranno disponibile Luca Bertoldi per squalifica, Adami e Donati per infortunio.
Nella Clodiense mancherà capitan Davide B.Berto squalificato, al suo posto dovrebbe sostituirlo Carlucci, per il resto la formazione non dovrebbero esserci sorprese.     
La gara del "Ballarin" sarà diretta da una terna sarda composta dall'arbitro Marco Nehrir della sezione di Cagliari  e dai collaboratori Daniel Ledda e Andrea Niedda, entrambi della sezione di Ozieri (Sassari): calcio d'inizio domenica alle 14.30.
La probabile formazione della Clodiense: (4-3-1-2) Okroglic,Pitteri,Moretto,Tiozzo,Carlucci,Casagrande,Mazzetto,Piaggio,Santi,Pellizzer,
Mastroianni.











martedì 2 dicembre 2014


I PARADOSSI DEL CALCIO
Nel calcio esistono dei paradossi che fanno pensare e riflettere



Il paradosso del Real Vicenza. Primo in classifica, applaudito, etichettato come società modello del calcio italiano, magistralmente guidato in panchina da Michele Marcolini, diretto dietro la scrivania senza sbagliare un colpo da Lino Diquigiovanni, eppure senza tifosi. Non è un’esagerazione, perché scrutando con attenzione i dati disponibili relativi alla passata stagione, si scopre che nel girone A di Seconda Divisione la media spettatori che ha seguito i biancorossi è stata di appena 138 paganti. L’ulteriore paradosso è che nell’attuale stagione, nonostante il salto di categoria e i continui miglioramenti di una classifica da urlo, il dato è addirittura in calo rispetto a quanto accadeva lo scorso anno. Al momento gli abbonati si contano sulle dita di due mani, mentre sugli spalti le presenze si attestano attorno alle cento unità. Nonostante le promozioni diffuse da un sito internet molto lontano dagli standard di altre realtà professionistiche e gli appelli, il Real Vicenza non è riuscito in alcun modo a erodere spettatori e appassionati al Vicenza e non c’è da stupirsi che sia così, considerato l’attaccamento della piazza allo storico Lanerossi e che i tifosi non si comprano al mercato. L’operazione messa in piedi nel 2010 da Diquigiovanni è stata audace quanto azzeccata, ma non si sa dove potrà portare. Dopo aver inutilmente tentato di acquistare il Vicenza Calcio, di cui è tifosissimo, l’imprenditore attivo nel ramo dei serramenti ha puntato sulla fusione di tre piccolissime realtà parrocchiali, il Leodari del quartiere Villaggio del Sole, il Cavazzale della frazione di Monticello Conte Otto e il Real Vicenza – Laghetto del quartiere Laghetto. Insieme hanno creato il Real Vicenza, capace in quattro anni di passare dal campionato di Eccellenza al sogno, nemmeno tanto campato per aria, della serie B. La domanda adesso sorge spontanea. Se il Real Vicenza dovesse riuscire nell’impresa di scalare un’altra categoria, a quel punto cosa accadrebbe? Si continuerebbe a viaggiare su diverse frequenze rispetto al Vicenza, o si dovrebbe forse pensare a come unire le forze? Nella vicina Verona la favola Chievo ha portato un quartiere a competere nel calcio dei giganti in serie A in antitesi all’Hellas, a Vicenza la storia potrebbe ripetersi. Dietro le quinte si chiacchiera, per ora senza un approdo concreto. Ma prima o dopo, bisognerà per forza di cose farsi qualche domanda. E capire come affrontare la questione.

Il paradosso della Clodiense. Società nata nel 2011 dalle ceneri del Chioggia-Sottomarina non iscritto al campionato di serie D di cui assorbe il settore giovanile e dalla trasformazione del Sottomarina Lido in Clodiense, ben diretta da Boscolo Mauro Gallo in qualità di d.g. e dal presidente Boscolo Ivano Bielo è riuscita il primo anno a centrare la promozione in serie D, il secondo ha sfiorato i play off rimanendo fino a poche giornate dalla conclusione del campionato in corsa per la promozione in lega pro. Gli anni successivi vista la crisi  e l'abbandono degli sponsor si è provveduto ad  un ridimensionamento a livello di budget, la società è riuscita a pescare comunque giovani di prospettiva validi che hanno permesso lo scorso campionato di approdare a una salvezza tranquilla e quest'anno con una buona partenza ad un'ottimo girone di andata.
Anche qui il paradosso è la tifoseria, come per il Real Vicenza anche a Chioggia il tifo manca.
Una piazza  famosa in tutto il Veneto per avere un tifo numeroso e molto caloroso con numeri da categorie superiori sparito, quasi assente. Qui al contrario di Vicenza i tifosi c'erano ma la società per scelta ha deciso un netto taglio con il passato non proseguendo la strada storica dell'UNION ClodiaSottomarina, considerando che un nome diverso non avrebbe intaccato l'affetto della tifoseria verso il calcio. La prima defezione avvenne con gli Ultras  che non accettarono il cambio di denominazione, i vari incontri non riuscirono a ricucire lo strappo portando allo scioglimento degli stessi. Si sottovalutò l'attaccamento dei tifosi ad una squadra come l'UNION CS  che aveva fatto la storia del calcio cittadino.Questa situazione negli anni si è rivelata un boomerang, Le presenze allo stadio  gia' il primo anno erano molto basse attestandosi attorno alle 200/300 persone contro le 600/700 degli anni precedenti, in ulteriore calo risultano negli ultimi anni.
La città ha abbandonato progressivamente il calcio, ha perso l'entusiamo del passato, la società è diventata sorda nei confronti dei tifosi che rivogliono il vecchio nome. Successivamente la società lascia che i giocatori scrivano una lettera aperta ai tifosi perche' ritornino allo stadio, stufi di giocare con spalti semivuoti. 

Il confronto tra due realtà così diverse ma con lo stesso problema, due modi di interpretare lo sport che portano allo stesso risultato con o senza soldi si possono creare ottimi progetti, ma senza i tifosi non si va da nessuna parte,uno stadio senza tifo non è calcio. 

O.C.

lunedì 1 dicembre 2014

L'EDICOLA DEL MARTEDI'


(Gazzettino, edizione di Venezia) C’e’ voluto un pomeriggio uggioso di fine novembre per far conoscere alla Clodiense e ai suoi tifosi chi e’ realmente Guglielmo Isotti. Classe ’92, l’ex attaccante di Pescara, Foggia e Sambenedettese con una bella doppietta ha steso il Legnago e regalato tre punti importanti alla compagine lagunare. Una prestazione cercata e fortemente voluta dal ragazzo abruzzese. “Sono molto soddisfatto di questi gol – racconta Isotti – perche’ innanzi tutto ci hanno fatto vincere la partita e poi perche’, a livello personale, sono molto importanti. Non sto giocando molto, questa e’ la mia seconda gara da titolare, dovevo sfruttare al meglio l’opportunita’ che il mister mi ha concesso. Averlo fatto con una doppietta e’ molto bello. Spero di aver messo in difficolta’ il mister, cosi da meritarmi altre opportunita’. Dedica? No, nessuna dedica speciale. Questa doppietta mi piace condividerla con la squadra, il gruppo. Alla Clodiense ho trovato davvero ragazzi in gamba, mi piace pensare che questo sia il successo di tutti”.

(Gazzettino, edizione di Venezia) Andrea Pagan ha gli immancabili occhiali bagnati dalla pioggia. Ma e’ visibilmente soddisfatto. E’ una vittoria di grande spessore che giunge dopo un pareggio altrettanto importante ottenuto a Padova. “Ci tenevo molto a questa gara – ammette Pagan – perche’ la temevo molto. A Padova abbiamo fatto una grande partita, temevo che la squadra potesse affrontare il Legnago scarica da un punto di vista della concentrazione. E’ invece la risposta che mi hanno dato i ragazzi e’ stata esemplare. Sono davvero contento anche perchè è una vittoria condita da una perfetta condotta di gioco nella prima frazione e da tanta sofferenza e abnegazione nella seconda. Nel primo tempo abbiamo giocato davvero un ottimo calcio, nella ripresa abbiamo forse sbagliato l’atteggiamento con cui siamo usciti dagli spogliatoi. La rete del Legnago e la successiva espulsione di Boscolo ha complicato le cose. Ma siamo stati bravi a non mollare, a crederci in questa vittoria”. Un successo che non regala voli pindarici all’ambiente granata. “No, questi due ottimi risultati a Padova e Legnago non devono farci cambiare obiettivo. restiamo umili ma determinati. Intanto dobbiamo salvarci il prima possibile, poi si vedrà. Lo scorso anno abbiamo girato alla fine del girone d’andata a 22 punti, ore ne abbiamo 21 con quattri gare da giocare e due di veramente difficili. Guardiamo alle prossime partite e non facciamoci illusioni”.

 (L’Arena) La Clodiense dopo l’impresa all’Euganeo di Padova, dove ha obbligato i biancoscudati al pareggio, fa il colpaccio in riva al Bussè, pur giocando in dieci per quasi tutta la ripresa contro un Legnago, quasi sempre all’attacco, ma che gioca «alla Zeman» nella fase difensiva. La squadra chioggiotta applica una tattica difensiva, subisce ben 11 corner e con la buona sorte e un paio di ottime parate del portiere conquista i 3 punti. Il Legnago perde per due svarioni difensivi e Leonardo Rossi contestato da qualche tifoso dichiara: «Fa parte del nostro mestiere essere contestati. Ho dato un’identità alla squadra ma l’ambiente legnaghese è difficile. Importante che contestino l’allenatore e non la squadra. Il Legnago ha perso per un paio di errori individuali, ma il risultato è bugiardo». Rossi lascia in panchina il camerunense Fonjock e affida il centrocampo a Longato e Ruffini. Al 3′ al tiro il regista locale Ruffini. Al 4′ fallo su Farinazzo: batte la punizione Valente, altissima. Al 14′ fallo di Friggi su Santi: batte la punizione Casagrande, Pelizzer devia e Isotti sul filo del fuorigioco incorna in rete. Il Legnago reagisce e al 15′ Valente conclude a rete. Al 19′ azione Valente – Ruffini con tiro altissimo. Al 23′ Fioretti calcia alto da sottomisura. Il Legnago pressa. Al 30′ una punizione di Valente è deviata di tacco da Tobanelli. Al 34′ gran tiro di Viviani deviato forse con il braccio da un difensore ospite in angolo. Al 35′ contropiede ospite con Isotti che sfugge a Falchetto, ma l’arbitro rileva un fallo. Al 37′ micidiale ripartenza ospite e raddoppio: Pelizzer serve Isotti che batte Miletic. Al 42′ corner di Ruffini, Friggi incorna fuori. Al 45′ il Legnago sfiora il gol: cross di Viviani, Farinazzo conclude a rete, il portiere respinge di piede. Nella ripresa Legnago con Rivi al posto di Falchetto. Subito Valente tira e ottiene un corner. Al 6′ i biancazzurri accorciano le distanze:cross di Friggi e inzuccata gol di Valente.All’8′ un fallo di Davide Berto Boscolo su Rivi obbliga l’arbitro alla seconda ammonizione e all’espulsione. Insiste il Legnago,ma la girata di Valente è fuori bersaglio. Al 24′ bomba di Ruffini, il portiere ospite respinge. Poco dopo è Valente a tirare, al 26′ Rivi incorna fuori bersaglio. Al 30′ altra occasione per il Legnago. Su angolo di Ruffini, Friggi inzucca fuori. Al 39′ Santi, pur pressato da Tobanelli, conclude a rete. Il Legnago al 43′ si fa vivo con Rivi che stoppa bene al limite, ma conclude alto. Al 90′ cerca il gol Zerbato, ma la palla è altissima. E quattro minuti di recupero non cambiano il risultato. L’allenatore ospite Pagan è soddisfatto: «I miei ragazzi hanno giocato bene contro un Legnago che ci ha messo in difficoltà più del Padova».

(La Nuova Venezia) La Clodiense si è specializzata in imprese: dopo il pareggio di martedì sera imposto all’Euganeo di Padova contro i Biancoscudati, fa colpaccio in riva al Bussè, pur giocando in dieci per quasi tutta la ripresa.
La compagine granata ha appprofittato di un Legnago disattento nella fase difensiva, ma quasi sempre all'attacco per cercare di pareggiare. L’avvio di gara è favorevole per il Legnago, che spinge con il piede sull’acceleratore e già al 3’, con il suo regista Ruffini, chiama il portiere Okroglic al primo intervento di giornata. Passa un minuto e la punizione di Valente è potente ma altissima sulla traversa.La Clodiense ha il merito di non sfaldarsi e di colpire al primo affondo. L’episodio che sblocca la gara nasce da un calcio piazzato, con la deviazione di Pelizzer sulla punizione di Casagrande ed Isotti che, sul filo del fuorigioco, incorna in rete fra lo stupore del portiere polacco del Legnago, Mario Miletic. Il Legnago reagisce di brutto e al 15’ Valente conclude a rete, ma la Clodiense si salva. In campo, però, c’è solo la formazione di casa, che in un quarto d’ora, dal 19’ al 34’, ha quattro opportunità per rimettere in carreggiata la gara.Prima con un’azione sull’asse Valente-Ruffini (quest’ultimo conclude altissimo), poi con Fioretti che calcia alto da buona posizione, ancora con Valente su punizione (Okroglic si salva dalla deviazione di tacco di Tobanelli) e, infine, con una gran conclusione di Viviani, sporcata in corner da un difensore ospite. Ma, come accaduto in apertura di match, il Legnago gioca e la Clodiense segna. Accade anche al 37’, con una micidiale ripartenza dei chioggiotti: Pelizzer serve Isotti che non un forte tiro batte Miletic.Neppure il raddoppio spegne le velleità del Legnago, dato che nel finale sono solo i ragazzi di Leonardo Rossi a fare la partita e a sfiorare il gol. Al 42’ con l’incornata di Friggi su corner di Ruffini, al 45’ esatto con il tap-in di Farinazzo, imbeccato da Viviani, che trova la grande risposta d’istinto di Okroglic.Forte del 2-0, la Clodiense vorrebbe amministrare il risultato nella ripresa, ma la pressione del Legnago (e l’incetta di corner: alla fine saranno undici) viene premiata dopo sei minuti dall’inizio del secondo tempo. Cross del difensore centrale Friggi e inzuccata gol di Valente, il più pericoloso dei suoi. I piani della squadra di Pagan sembrano saltare poco dopo, quando Davide Boscolo Berto rimedia il secondo giallo per un fallo su Rivi.Insiste così il Legnago che al quarto d’ora ci prova con una girata di Valente fuori bersaglio. La Clodiense si fa viva con una punizione di Casagrande altissima. La Clodiense si chiude e il finale è tutto di marca biancoceleste, con un forcing che, per fortuna degli ospiti, è improduttivo.Sbagliano infatti, in sequenza, Friggi sugli sviluppi di un angolo, Rivi e al 90’ Zerbato, che calcia altissimo da buona posizione, legittimando così l’exploit della Clodiense. Per la squadra di Pagan un successo importante.

domenica 30 novembre 2014

IL DELTA PORTO TOLLE ROVIGO AGGANCIA
LA TERZA POSIZIONE
Con una gara molto sofferta il Delta ottiene il massimo


Il Delta soffre molto la fisicità dei romagnoli, ed al 19' mette la gara in discesa con Lauria che scavalca il portiere in uscita. 
Poche le occasioni da rete nella ripresa, da segnalare ad un quarto d'ora dalla fine il rientro in campo di Enrico Gherardi, fondamentale per arginare gli attacchi aerei dei romagnoli su palla inattiva fino all'espulsione di Bernacci, all'89'.
Un bel sospiro di sollievo per mister Alessandro Rossi: “Abbiamo fatto una partita di grande sofferenza, ci mancava una prestazione come quella odierna di sacrificio e voglia di portare a casa la vittoria. È il risultato più bello, fotocopia del lavoro settimanale e del coraggio e della grinta. La difesa era composta con due '95 e due '96, siamo stati molto bravi a reggere. Alla sconfitta dell'Este abbiamo pensato solo in pullman, poi ci siamo messi in testa la nostra partita, in questo campionato non ci sono gare semplici, tutti i mister sono preparati e tutte le squadre attrezzate. Contro ogni avversario daremo il massimo. Gherardi l'abbiamo dovuto tirare per le briglie perchè voleva rientrare prima, ci ha dato una grossa mano sulle palle inattive, averlo recuperato è una grande risorsa. C'è spazio per tutti e lui è una pedina importantissima”.

BELLARIA IGEA MARINA – DELTA PORTO TOLLE ROVIGO 0 – 1
MARCATORI Lauria al 19' p.t.
BELLARIA Foiera, Gasperoni, Campidelli, Lamanna (dal 14' s.t. Semprini), Pesaresi, Mucciarelli, Camarà, Amati (dal 30' s.t. Tommassini), Bernacci, Forte, Bianchini (dal 40' s.t. Montebelli). (Oreste, Lombardi, Salvi, Contadini, Vukaj, Camporesi). All. Antonioli

DELTA (4-3-1-2) Vimercati; Bonaventura, Procida, Cammaroto (dall'8 p.t. Guiducci), Tedesco; Cinti (dall'8' s.t. Conti), Capellupo, Pradolin; Lauria; Laurenti, Cozzolino (dal 32' s.t. Gherardi). (Bianco, Dall'Ara, Bargiggia, Acka, Pandiani, Baldrocco). All. Rossi

ARBITRO Perrotti di Campobasso
NOTE Spettatori 200 circa. Espulsi Bernacci (B) al 44' s.t.; ammoniti Capellupo, Bernacci

Classifica
Rimini 34, Correggese 32, Delta Porto Tolle Rovigo 30, Este 30, Piacenza 25, Fiorenzuola 25, Abano 21, Fortis Juv. 19, Imolese 18, Bellaria I.M. 18, Jolly e Montemurlo 18, Virtus Castelfranco 18, Mezzolara 17, Formigine 16, Scandicci 15, Thermal Abano Teolo 14, Ribelle 14, Fidenza 14, Atletico San Paolo 13, Romagna Centro 11
CLODIENSE VITTORIA ESTERNA
Con una gara attenta una cinica Clodiense espugna il campo del Legnago

             vs       


F.C. Legnago Salus: Miletic, Falchetto (1'st Rivi), Talin, Longato, Friggi, Tobanelli, Viviani, Ruffini, Farinazzo, Valente, Fioretti (29'st Zerbato). A disposizione: Rigo, Acquadro, Zambrano, Dupi, Fonjock, Ronconi, Tresoldi. All.: Leonardo Rossi

Clodiense: Okroglic, Moretto, Tiozzo, Boscolo Davide Berto, Carlucci, Casagrande (41'st Piaggio), Mazzetto, Olivieri (13'st Pitteri), Santi, Pelizzer, Isotti (19'st Mastroianni). A disposizione: Tiozzo, Boscolo Matteo, Boscolo Gnolo Riccardo, Fulchignoni, Boscolo Davide, Urtiaga. All.: Andrea Pagan


Arbitro: Di Paolo di Chieti
Marcatori: 13' e 37'pt Isotti (Clodiense); 7'st Valente (Legnago Salus)
Note: giornata piovosa. Spettatori 400 circa. Al 9'st espulso Boscolo Davide Berto (Clodiense) per doppia ammonizione. Ammoniti Friggi, Viviani, Ruffini (Legnago Salus), Tiozzo, Boscolo Davide Berto, Carlucci, Mazzetto (Clodiense) per gioco scorretto; Okroglic (Clodiense) per aver ritardato la ripresa del gioco.
Recuperi: pt. 0', st. 4'.



L'allenatore Pagan al fischio d'inizio presenta una formazione modificata rispetto al match di martedì con il Padova, in difesa al posto di Pitteri schiera Carlucci e a centrocampo inserisce Olivieri in sostituzione di Piaggio, in attacco Isotti al posto di Mastroianni.
E proprio Isotti si dimostrerà cecchino del Legnago con una doppietta nel primo tempo.  
Il Legnago per tutto il primo tempo cerca di chiudere la Clodiense nella propria metà campo cercando la vittoria ma prima al 13' Isotti su cross spizzicato da Pelizzer insacca e successivamente al 37' dopo un forcing continuo del Legnago su un contropiede Isotti insacca il gol del 2 a 0.
Il secondo tempo il Legnago non si arrende e chiude la Clodiense cercando il gol che arriva dopo una serie di calci d'angolo al 7' Valente incorna sull'incolpevole Okroglic.
Il forcing da parte del Legnago produce l'espulsione dopo soli due minuti di Boscolo Davide B.
creando l'illusione di poter agguantare il pareggio da parte dei padroni di casa, ma con una gara di sofferenza la Clodiense porta a casa un'importante vittoria.

O.C.











sabato 29 novembre 2014

PRESENTAZIONE PROSSIMO AVVERSARIO

  

Alla 13a giornata la Clodiense di mister Pagan affronta in trasferta il Legnago Salus. 
La squadra veronese dopo un avvio negativo ha avuto fino ad oggi prestazioni altalenanti    cerca di ripartire per guadagnare punti con una situazione di classifica non molto preoccupante.
Il Legnago è una squadra molto giovane (attualmente occupa la 3° posizione della classifica giovani di valore) schiera tra le sue fila anche un ex Chioggia Sottomarina e Delta Porto 
Tolle l'attaccante Adriano (foto)


)

che dovrebbe essere della partita dopo l'assenza della settimana scorsa per infortunio (voci di mercato lo avvicinano molto al Treviso)  ed ha alcune indivualità buone come Viviani e Ruffini.
 La Clodiense dopo l'ottima prova dell'Euganeo marrtedì contro i Biancoscudati Padova ,dovrà dimostrare continuità nei risultati per consolidare la posizione nei quartieri alti della classifica. Mister Pagan dovrebbe avere a disposizione l'intera rosa. Arbitro della partita sarà il sig. Francesco Di Paolo della sezione di Chieti assistenti Poentini e Gasparri della sezione di Pesaro.


Stadio Mario Sandrini

Piaggio

Pitteri


 


Santi



Okroglic
Tiozzo
Casagrande

Pelizzer


D. Boscolo


Mastroianni
Moretto
Mazzetto

All. A.Pagan



mercoledì 26 novembre 2014

PADOVA - CLODIENSE
rassegna stampa

(Gazzettino) Alla squadra è mancato il gioco sulle fasce. «È quello che avevo chiesto ai ragazzi, purtroppo non siamo riusciti a farlo. Non si è vista una sovrapposizione, eravamo lenti nel pensiero e nelle gambe. Avevo deciso di passare alle due punte ancora prima dell’infortunio di Ferretti, e con due attaccanti la squadra ha trovato vivacità. Domani (oggi per chi legge, ndr) ci confronteremo con i ragazzi, e chiederò a loro perché non sono state fatte le cose». E ancora: «Ci può stare di pareggiare, ma la prestazione lascia amaro in bocca a tutti. Questo campionato si vince con un po’ di carattere in più quando la squadra non si esprime bene. E quando non si esprimono al meglio due, tre, quattro elementi, fai fatica». Gustavo Ferretti racconta il suo forfait: «Ho sentito indurire la gamba destra, il medico mi ha detto che dovrebbe essere solo una contrattura. Farò gli esami nelle prossime ore, ma non ho sentito il dolore dell’altra volta. Sono deluso perché mi sta girando un po’ storta, è da tanto che non faccio novanta minuti».

(Gazzettino) «Ho visto l’allenatore un po’ triste, ma non c’è ragione di abbattersi per il pareggio ottenuto con qualche difficoltà. Forse siamo stati eccessivamente puniti dall’aspettativa della partita». Sono le prime parole pronunciate nel dopo-gara del presidente biancoscudato Giuseppe Bergamin, che poi aggiunge: «È mancato qualcosa. Comunque un punto importante che ci consente di restare in testa alla classifica e di continuare a credere all’obiettivo. Non ci sono critiche particolari da fare». Ecco proprio il tecnico Parlato: «Un passo indietro nella prestazione. Di sicuro non mi è piaciuto il primo tempo, non abbiamo trovato gli equilibri per creare problemi alla Clodiense. Nella ripresa abbiamo preso gol quando meno ce lo aspettavamo». Quindi va avanti: «Siamo sempre primi, anche se è vero che ci aspettavamo tutti una vittoria, a cominciare dal sottoscritto. Nella prima frazione non siamo riusciti a trovare la chiave giusta, e potevamo anche prendere gol. Nella ripresa hanno trovato un eurogol nel nostro momento migliore. Dobbiamo comunque guardare avanti con fiducia, nella prossima partita abbiamo squalificati Nichele e Cunico e dobbiamo valutare le condizioni di Ferretti. Perdere nel primo tempo un giocatore come lui non è cosa da poco, anche se Pittarello ha fatto il suo dovere».

(Mattino di Padova, editoriale di Stefano Edel dal titolo “Una serata storta capita anche ai migliori”) Ecco, questo è uno dei momenti delicati che avevamo messo in conto di dover affrontare, e gestire, nel corso della prima parte della stagione. Perché non puoi andare sempre a mille – e i due pareggi in casa consecutivi ne sono la riprova – e perché è umano che una rosa costruita in poche settimane e assemblata cammin facendo, con una preparazione forzata, patisca talvolta avversari che le giocano sempre contro come se per loro fosse la partita della vita. E allora nervi saldi e massima concentrazione, con l’ambiente che dovrà fare ora la sua parte, con maturità e intelligenza, aiutando il più possibile Parlato e i suoi ragazzi. I quali sono sempre primi, non dimentichiamolo, e stanno tirando la carretta in modo encomiabile. A parte la qualità dei granata di Pagan, stavolta diverse cose non hanno funzionato, prima fra tutte la fluidità sulle corsie esterne, uno dei punti di forza del Padova. Il tecnico analizzerà con calma il perché e il percome di una prestazione obiettivamente inferiore alle attese e, forte della sua esperienza, che non ha rivali nella categoria, troverà i correttivi che serviranno per ridare brillantezza al motore, che ha battuto un paio di colpi a vuoto. Nessuno ti regala nulla, ricordiamocelo tutti. Ma tutti insieme dobbiamo ripartire con fiducia. I campionati si vincono così.


(Mattino di Padova) Dove finiscono i meriti della squadra chioggiotta, però, iniziano i demeriti di un Padova che non ha saputo giocare come sa: «Nel primo tempo non riuscivamo a trovare la chiave giusta per andare a prendere l’avversario, non tutti i giocatori hanno rispettato le attese. Loro siano arrivati fin troppo carichi alla partita, mentre noi siamo stati un po’ a guardare. Poi, nella ripresa, quando avremmo potuto raddoppiare ed eravamo nel nostro momento migliore, un eurogol ci ha punito». Movimenti ben lontani da quelli ammirati nelle due precedenti trasferte, giocatori al di sotto delle loro possibilità, e una fase offensiva balbettante hanno fatto sì che i sogni di gloria del Padova s’infrangessero sulla Clodiense: «Abbiamo fatto tanti errori», ammette Parlato, «Anche se perdere Ferretti dopo mezzora è stato un colpo non da poco. Avevo chiesto di giocare sulle fasce, ma non siamo mai riusciti a farlo: lenti nel pensiero e nelle gambe, non ci sono stati cambi di gioco né sovrapposizioni. Avevo fatto scaldare già Pittarello perché avevo visto questo limite della squadra, l’ho dovuto inserire per il guaio del Rulo e da lì in avanti abbiamo preso un po’ più di profondità. Ma il loro gol nasce comunque da un nostro errore: sono questi i dettagli di cui parlavo, quelli che spostano l’ago della bilancia delle partite».